La storia dello stabilimento Fiat di Cassino

a cura di Classe II L -II D Liceo Scientifico " G. Pellecchia" Cassino

L'inserimento dello stabilimento industriale nel cassinate-La Fiat e gli anni di piombo a Cassino- Il 2000 e la riorganizzazione societaria.

Il lavoro intende ricostruire le fasi salienti della storia dello stabilimento, i momenti di crescita ma anche di crisi culminati negli episodi di sangue degli anni di piombo, eventi che, seppure di estrema violenza, non hanno compromesso la vitalità del processo di industrializzazione, che rimane uno dei più validi di tutto il Mezzogiorno.

 

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LA FIAT DI CASSINO

L'insediamento della Fiat ha rappresentato per Cassino e il cassinate un fattore determinante di trasformazione economica, sociale, occupazionale e culturale, segnando la fine della civiltà rurale e dei lavori tradizionali.

Il presente lavoro intende ricostruire le fasi salienti di tale rivoluzione, i momenti di crescita ma anche di crisi culminati negli episodi di sangue degli anni di piombo, eventi che,seppure di estrema violenza, non hanno compromesso la vitalità del processo di industrializzazione, che rimane uno dei più validi di tutto il Mezzogiorno.

 

ANNI ‘60

LE FASI PRELIMINARI

All'inizio del 1966 un comitato promotore per l'istituzione di un nucleo di industrializzazione nel cassinate 

I funzionari Dott. Giulio Certo e l’Ing. Vincenzo Ficco elaborano un voluminoso documento che descrive la posizione geografica e demografica, ambientale ed economica della zona, con riferimento alle risorse idriche ed elettriche.

Il progetto riceve approvazione favorevole dalla Regione Lazio, creando quindi le premesse di uno sviluppo socio-economico aderente alla realtà dei tempi. Molti parlamentari di diversi partiti politici sostengono lo sviluppo industriale nel basso Lazio, primo fra tutti l’On. Giulio Andreotti e significativa è anche la pressione delle forze sindacali e dei lavoratori, intenzionati a invertire la politica degli investimenti industriali e a creare nuovi posti di lavoro senza costringere i lavoratori del Mezzogiorno ad emigrare all'estero o nel triangolo industriale del Nord (Genova, Milano, Torino). Il presidente della Fiat, Avv. Umberto Agnelli sposa questa causa e il CIP ( Comitato Internazionale Prezzi) riconosce valida la richiesta Fiat di realizzare un grosso complesso nel polo industriale Cassino-Pontercorvo- Area industriale di Frosinone.

 

ANNI ‘70

L’INIZIO DEI LAVORI

Quando viene localizzata l'area da mettere a disposizione della FIAT, il piccolo comune di Piedimonte San Germano, scoppia la protesta dei contadini proprietari o conduttori dei terreni che dopo la guerra hanno impegnato anni per bonificare i loro campi. Si mobilitano in massa e oppongono una rigida resistenza. Grazie, però, all'impegno delle “ Forze dell'ordine” e alla decisione del Prefetto Ciro Conte, che nel Marzo 1970 firma il decreto di esproprio, la vertenza viene composta e il getto del primo pilastro avviene nel Marzo del 1971. 

 

L’INSERIMENTO DELLO STABILIMENTO

Inaugurato nel 1972 lo stabilimento di Piedimonte San Germano nasce per produrre la Fiat 126 destinata ai maggiori mercati europei e che resta l'unico modello ad essere prodotto con un assemblaggio dei vari componenti in gran parte artigianale fino al 1978, quando le linee di produzione vengono smantellate e trasferite in Polonia.

 

IL “ ROBOGATE”

Nel 1978 a Cassino, oltre all’inaugurazione della nuova linea dedicata alla “Ritmo”, viene installato il sofisticato sistema RoboGate, termine che indica che le saldature sono eseguite da robot e che si ricorre a telai a forma di portale( gate) per posizionare i vari organi della scocca da saldare. A guidare il Robogate è un computer che regola sia il traffico dei carrelli sui quali vengono trasportate le scocche sia tutto il ciclo di saldatura. I motivi che hanno spinto la Fiat a sperimentare il Robogate vanno ricercati nel mercato dell'auto che ormai comincia a orientarsi sempre più verso una maggiore diversificazione dei modelli e una costante riduzione della vita media delle vetture in produzione. L'industria si adegua il più velocemente possibile alle diverse esigenze del mercato con mezzi di produzione flessibili: sulla stessa linea è possibile infatti allestire vari modelli e, se si deve produrre una nuova auto, basta cambiare soltanto una parte accessoria.

 

ANNI ‘ 80

LA RINASCITA

La Fiat dopo i terribili avvenimenti legati agli attentati terroristici del 1978 , decide di riavviare la produzione facendo uscire la Fiat “Tipo”.

 

Gli anni’80 , secondo Walter Mignole, direttore della Fiat di Cassino dal 1981 al 1984, sono stati “anni di rinascita” in cui sono iniziate tutte le attività di cantiere che hanno permesso l'uscita dalle linee della prima Tipo , prodotta a Cassino. I progressi hanno gettato le basi dello sviluppo che ha poi portato Cassino a diventare, alla fine degli anni ‘80, uno stabilimento all'avanguardia assoluta nella tecnologia mondiale dell'auto, merito del modernissimo Centro Presse completamente automatizzato per lo stampaggio delle parti in lamiera in grande serie ( circa 2500 pezzi al giorno) .

 

ANNI ‘90

GLI ANNI DELLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI FROSINONE

I successi dello stabilimento continuano con l'uscita, nell'ottobre del 1993, della Punto, l'auto del 2000 per gli standard qualitativamente alti rispetto alle altre vetture della sua categoria. Vent'anni dopo l’inaugurazione del 1972, si contano quattro milioni di automobili prodotte dallo stabilimento di Cassino ed inviate sui mercati di tutto il mondo. 

Due anni dopo il grande lancio della punto, arriva la Tipo “che si fa in due”: Bravo e Brava .

 

 

ANNI ‘ 2000

LA RISTRUTTURAZIONE

 

Nel 2000 la Fiat di Cassino subisce una ristrutturazione completa: le linee di produzione dei modelli Bravo, Brava e Marea vengono smantellate e sostituite da quelle dedicate al modello Fiat Stilo. Il sistema RoboGate è sostituito dall’ OpenGate, che garantisce una maggiore efficienza produttiva e più precisione nel montaggio delle fiancate; la produzione registra un deciso aumento, arrivando a 250 000 veicoli l’anno. Dalla Stilo in poi l'impianto di Cassino entra in crisi e nonostante l'introduzione di nuovi modelli, le vendite calano, comportando una diminuzione della produzione e infine la cassa integrazione a cui si aggiunge un appesantimento delle condizioni di lavoro con riduzione delle pause. Il 29 gennaio 2014 il Consiglio di Amministrazione di Fiat SPA approva la riorganizzazione societaria e l'acquisizione, il 1 gennaio dello stesso anno, della quota di minoranza del 41,5% in Chrysler Group LLC, permettendo a Fiat di acquisire il 100% della società di Auburn Hills. Nasce il logo FCA, acronimo della holding Fiat Chrysler Automobiles, con sede legale in Olanda e fiscale in Gran Bretagna. Lo stabilimento cassinate viene destinato alla produzione della nuova Alfa Romeo Giulia, con l’obiettivo di produrre  7 milioni di veicoli l’anno.

Nel 2015 Sergio Marchionne, amministratore delegato della FCA, avvia contatti con l'amministratore delegato di General Motors, Mary Barra, per una fusione tra FCA e l'azienda statunitense, ma la proposta viene respinta.

Nel 2019 FCA viene proposta una fusione con la francese Renault che avrebbe dato vita al terzo gruppo al mondo per volumi prodotti. La Renault si dimostra "interessata" e il governo francese pone quattro condizioni: la rivalutazione di Renault con il pagamento di un dividendo anche ai francesi, l'ingresso di un esponente del governo nel cda della nuova società, il mantenimento del quartier generale a Parigi e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il vertice Renault, però, fa slittare ogni decisione anche se l'accordo sembra formalmente raggiunto. Successivamente il presidente e amministratore delegato di Exor, John Elkann, parla comunque di proposta "non negoziabile" e nella notte del 5 giugno 2019 FCA decide di ritirare l'offerta.

 

 

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Inizio dei lavori per lo stabilimento Fiat del comune di Cassino di Piedimonte San Germano.


Nascita dello stabilimento Fiat in Ciociaria

Studio del Comitato Area Industriale promotore per l'istituzione di un nucleo di industrializzazione nel cassinate( 1966)

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LA FIAT DI CASSINO NEGLI ANNI DI PIOMBO

LE VICENDE DELLA FIAT DI CASSINO NEGLI ANNI DI PIOMBO E LE RELAZIONI CON IL CONTESTO SOCIALE

1978: IL TERRORISMO A CASSINO 

La presenza dello stabilimento Fiat, legato a quello di Torino non può lasciare estranea la zona del cassinate alla realtà nazionale degli anni di piombo, inserendola tra gli obiettivi strategici delle B.R.

 Minacce verbali e qualche lettera anonima aprono la strada al terrorismo nel cassinate; si passa, poi, all'incendio di auto, tra le prime quelle del personale medico che presta la sua opera nell’ infermeria dello stabilimento Fiat. Si instaura un sistema di intimidazioni, di ricatti e di violenza all'interno dello stabilimento e in questo clima matura l'assassinio del Maggiore De Rosa, responsabile della sorveglianza Fiat, il 4 gennaio 1978. Il giorno successivo all' assassinio di De Rosa viene rinvenuto nello stabilimento un volantino non firmato: “Buon Anno padroni! Questa mattina un nucleo armato comunista ha colpito a morte il capitano delle guardie Fiat, Carmine De Rosa, ex ufficiale dell’esercito, guardia spalle dei dirigenti Fiat, buon pistolero permanente armato. Non era solo un dirigente aziendale come gli altri, ma il diretto responsabile dell’ apparato militarizzato costruito dalla Fiat per la coercizione al lavoro, per lo spionaggio contro gli operai. Contro questi personaggi non basta l'avvertimento, vanno annientati!”. Il 22 giugno 1978,  a Pomigliano d'Arco, viene ferito alle gambe il capo reparto dell'Alfa Sud, Salvatore Napoli. L'attentato viene rivendicato da “ Squadre armate operaie” con volantini diffusi sia all'interno della Fiat di Cassino che dell'Alfa Sud.  Con lo stesso volantino gli attentatori rivendicano anche l'attentato dinamitardo al traliccio dell'Enel a Pontecorvo. Nella perizia grafica disposta dall'autorità giudiziaria di Napoli emerge che il volantino è stato scritto con la stessa macchina usata per quello che ha rivendicato l'uccisione di De Rosa. Si tratta degli anni di piombo, la cui vittima più illustre doveva essere l’On. Aldo Moro.

Le brigate rosse in questo periodo hanno molti adepti fra gli operai che sanno con abilità manovrare le rappresentanze sindacali interne, sebbene i sindacati nazionali si siano dissociati dalle azioni ed dai progetti eversivi delleB.R.. Presenti a Cassino sono le organizzazioni brigatiste provenienti dalle zone del napoletano, manovrate da menti rivoluzionarie residenti nel territorio del cassinate. Queste organizzazioni sono già operative nella zona di Pomigliano d'Arco, sede meridionale dell'Alfa-sud, stabilimento dell’I.R.I. ( quindi dello Stato) in cui 14.000 operai producono 400 o 500 auto al giorno, mentre a Cassino dallo stabilimento Fiat di Agnelli, (quindi privato), 7000 operai riescono a produrre 1200 auto al giorno. L'ordine, perciò, è quello di abbattere la fabbrica di Cassino per non rendere più possibile quel risultato produttivo. Questo obiettivo non è stato raggiunto anche perché tantissimi sindaci con manifestazioni pubbliche di solidarietà si sono stretti intorno ai dirigenti, ai quadri ed alle maestranze dello stabilimento e con il loro atteggiamento solidale, hanno dimostrato a tutti coloro che volevano distruggere la fabbrica di Cassino, voluta dagli Agnelli di Torino, ma costruita con il contributo dello Stato italiano, che essa è un bene a rilevanza pubblica, una sorta di proprietà di tutto il territorio.

 Si dimostra, così, che i terroristi sono una minoranza isolata, mentre la grande maggioranza dei lavoratori, anche quando si scontra con la direzione aziendale partecipando a scioperi, manifestazioni e altre forme di conflitto sceglie sempre forme di lotta pacifiche e non violente

SPORT E TEMPO LIBERO

L'insediamento della Fiat è all'origine di un forte incremento della richiesta di attività sportive e ricreative, come nel caso della Coppa Speranze Fiat. Essa costituisce il ‘fiore all’occhiello’ dell’attività promossa dall’Atletica Gruppo Fiat Auto Formia. Introdotta nel 1982, ha coinvolto nel tempo decine di migliaia di giovani. La manifestazione è una prova di corsa campestre riservata ai ragazzi della scuola media e, in alcuni casi, anche del biennio superiore, per la quale viene redatta sia una classifica individuale sia una per scuole. La premiazione ufficiale si tiene in data diversa dalla gara e le scuole vincitrici di ogni comprensorio accedono di diritto alla finalissima della Coppa Speranze Fiat. La manifestazione dà la possibilità a tutte le scuole di partecipare con un numero illimitato di alunni, per una filosofia  di promozione che da sempre ha come obiettivo quello di diffondere valori come l’amicizia, l’associazione, la lealtà, l’incontro sociale, ma soprattutto la possibilità per tutti di avvicinarsi allo sport. Attualmente viene organizzata intorno a otto poli del Centro-sud Italia, cioè a Lanciano, Termoli, Lecce, Melfi, Cassino, Pomigliano D’Arco, Sulmona e Modena (in passato anche a Firenze, Livorno, San Salvo, Pratola Serra, Vasto e Termini Imerese), riuscendo a coinvolgere migliaia di ragazzi delle scuole medie inferiori, in rappresentanza di oltre cento scuole dei molti comuni dislocati in 7 regioni: Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Lazio ed Emilia Romagna. Tutte le Coppe Speranze sono procedute generalmente da incontri con gli studenti, a cui hanno partecipato come ospiti anche atleti di grande prestigio come Livio Berruti, Maurizio Damilano, Francesco Panetta, Alessandro Lambruschini, Gennaro Di Napoli, Giovanni De Benedictis.

L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CASSINO

Con la legge n. 122 del 3-4-1979 viene istituita l'Università degli studi di Cassino, con la statalizzazione della facoltà di Magistero e l'entrata in funzione dei corsi di laurea in Economia e Commercio e di Ingegneria Meccanica che decolla a partire dall'anno accademico 1984- 1985. Avviata nella sua completezza la nuova Università, si è fatto ogni sforzo perché essa fosse uno strumento effettivo di crescita civile, polo di interesse e non si riducesse al ruolo meccanico di fabbrica di lauree e in questa prospettiva l’influenza della FIAT nella scelta del corso di laurea in Ingegneria Meccanica è evidente. Così si esprime in merito il Magnifico Rettore dell’Università di Cassino, professor Paolo Vigo qualche decennio dopo la nascita della Facoltà di Ingegneria Meccanica: “ E’ vanto dell’Ateneo e della Facoltà di Ingegneria lavorare intensamente con lo stabilimento FIAT e con il suo indotto per la realizzazione di un Polo di ricerca Comune tra Università, Centro Ricerche Fiat rd ELASIS sulla logistica integrata e sulla mobilità sostenibile; questo al fine di consolidare attorno allo stabilimento produttivo Fiat di Cassino un virtuoso sistema imprenditoriale di sub fornitura di eccellenza sul modello dei migliori stabilimenti europei mondiali.”. Negli anni l’Università di Cassino ha attivato  corsi di laurea sia nella triennale che nella specialistica volti alla formazione, approfondimento ed inserimento nel mondo del lavoro. Tra quelli di ultima approvazione, il modulo di diritto ambientale, di biochimica generale, dello sport e del terzo settore . Tali argomenti sono svolti sia in corsi di laurea di economia, management, diritto d’impresa, giurisprudenza che in quelli d’ingegneria. La governance insieme al corpo docente ed ai tecnici ha compreso come sia fondamentale formare i giovani su corsi di laurea e materie che permettano loro nel futuro  un migliore inserimento nel mondo lavorativo.

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Omicidio di Carmine De Rosa, responsabile della sorveglianza dello stabilimento della FIAT di Cassino.

Il processo agli assassini del responsabile della sorveglianza dello stabilimento FIAT di Cassino.

Assassinio di Aldo Moro.

 FIAT e Sport nel cassinate. 

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Bibliografia

  • F.Di Giorgio – G.Gentile, La Fiat e gli anni di piombo in provincia di Frosinone, CDSC Onlus, Cassino 2009

  • Pasquale Terranova, CASSINO “ 40 anni di Vita, I.C.E.P. S.p.A., Villa Santa Lucia 1988

     

  • Antonio Grazio Ferraro, CASSINO La ricostruzione e la politica per la pace, CDSC Onlus , Cassino 2009


Autori

Classe II L -II D Liceo Scientifico " G. Pellecchia" Cassino

  • prof.ssa Anna Maria Saragosa (coordinamento)
  • Althea D'amico
  • Samuele Di Prisco
  • Eleonora D'onza
  • Ilaria De Cicco
  • Andrea Lanni
  • Massimo Risi
  • Roberto Valente
  • Gianmarco Vendittelli
  • Gabriele Vettese