La nascita del borgo marinaro di Torvaianica

a cura di Classi 4B 4C 4D IC Enea

Negli anni '30 dello scorso secolo alcuni pescatori provenienti da Minturno decidono di venire a lavorare nel nostro litorale. Il mare era pescoso e non c'erano troppi vincoli normativi sul pescato.

La ricchezza del mare, la bellezza del territorio, lussureggiante e pressoché inviolato, ammaliò quel gruppo di pescatori che decisero di stabilirsi sulla spiaggia, prima in ripari di fortuna, poi in abitazioni sempre più solide. Fu così che mogli e figli raggiunsero gli uomini e diedero vita ad una comunità di coloni operosa.

Molte micro-storie emergono da una vita quotidiana fatta di lavoro, fatica e piccole gioie.

Nella nostra ricerca conosciamo tre personaggi emblematici: Eleuterio Conte, uno dei primi coloni e le sorelle Di Nitto, Maria e Solidea. Il racconto delle loro storie è stato raccolto dalla dott.ssa Claudia Montano nel suo libro "La civiltà marinara di Torvajanica, da Minturno alla Terra Nuova".

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La barca per i pescatori era fonte di sostentamento, mezzo di lavoro, ma anche strumento di orgoglio identitario da mostrare in ogni occasione, anche nei giorni di festa.

Le pagliare erano ripari di fortuna costruite sulla spiaggia dai primi coloni.

Protagonisti
foto di Eleuterio  Conte
Protagonisti

Eleuterio Conte

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Eleuterio Conte

Eleuterio nasce a Minturno nel 1929. Viene iniziato fin dall'età di sei anni al mestiere di pescatore, percorre tutte le tappe della formazione sul campo necessarie a diventare un pescatore provetto. Nel 1946 lavora a Fiumicino dove apprende le più evolute tecniche di pesca.

Nel 1955 decide di trasferirsi a Torvaianica dove pratica la pesca con le moderne tecniche imparate nel suo lungo apprendistato. Quando Claudia Montano lo ha intervistato, Eleuterio aveva raggiunto la veneranda età di 83 anni ed era ancora attivo in mare dove ogni giorno praticava la sua amata pesca.

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Eleuterio Conte, pescatore per passione, ha continuato a pescare per tutta la vita. Durante le giornate di sole amava riparare le reti sulla sua amata spiaggia di Torvajanica.

Protagonisti
foto di Maria  Di Nitto
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Maria Di Nitto

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Maria Di Nitto

Maria Di Nitto e sua sorella Solidea sono figlie di Vincenzo e di Civita. Vincenzo è un uomo impulsivo e sempre desideroso di nuove avventure. All'età di 28 anni, dopo aver rifiutato di lavorare la terra come suo padre, aver partecipato alla prima Guerra mondiale e aver vissuto negli Stati Uniti, torna in Italia e comincia a praticare la pesca come "stagionale" a Torvaianica.

Nel 1931 compra la sua prima barca, la "Garibaldina del Mare" e si trasferisce definitivamente a Torvaianica.

Il suo animo inquieto e anticonformista lo porta a vivere, insieme alla piccola Maria, una delle traversate più pericolose con la sua barchetta. Proprio questo episodio è uno degli eventi più importanti raccolti dalla voce di Maria, ormai ultraottantenne, che racconta a Claudia Montano la sua vita a Torvaianica.

Maria non ha un buon ricordo della sua gioventù, il trasferimento a Torvaianica non è mai stato accettato e Minturno, con la sua vita sociale attiva ed intensa, rimane uno dei pochi momenti felici nel ricordo di Maria. L'arrivo a Torvaianica, ancora scarsamente abitata e priva delle più elementari infrastrutture, coincide con la proibizione di continuare gli studi perché donna. L'avvento della Seconda Guerra Mondiale segna la fine di una giovinezza infelice e l'inizio di anni di profonda sofferenza.

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Protagonisti
foto di Solidea Di Nitto
Protagonisti

Solidea Di Nitto

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Solidea Di Nitto

Solidea e Maria sono figlie di Vincenzo Di Nitto e di Civita. Le due donne hanno donato i loro ricordi a Claudia che li ha raccolti e fissati per i posteri nel suo libro.

I racconti delle due sorelle sono profondamente diversi nel tono e nell'atmosfera e ci rimandano a due esperienze soggettive differenti, seppur incastonate nella medesima storia familiare.

La piccola Solidea arriva a Torvaianica all'età di cinque anni, dopo aver trascorso i primi anni di vita a Minturno senza la presenza del papà. Vincenzo si era trasferito a Torvaianica come pescatore stagionale portando con sé il figlio maggiore, il resto della famiglia non aveva potuto raggiungerli perché le condizioni di vita erano precarie: i pescatori abitavano sulla spiaggia, nelle "pagliare". Solo quando Cristofaro Sorrentino e sua moglie Anna affittarono una stanza a Vincenzo, questo potè mandare a chiamare la moglie con i due figli più piccoli.

Solidea ha vissuto il faticoso viaggio da Minturno a Torvaianica come una bellissima avventura che l'ha portata da un "noioso", per lei, paese dove l'unico divertimento era giocare tra le case ad un luogo fantastico dove vedere pascoli fioriti, paesaggi sconfinati e... il mare. Solidea si innamora immediatamente di quel mare che ancora oggi continua a rimirare dalla sua casetta sulla spiaggia, ricordando l'arrivo in quella spiaggia incontaminata e l'incontro con il suo papà come uno dei momenti più bella della sua lunga vita.

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Ogni onda, ogni raggio di sole, ogni piccola duna della nostra spiaggia conserva memoria della gioia provata da chi, come la piccola Solidea al suo arrivo, si ferma ad assaporare un momento di libertà.

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Scopo e presentazione della ricerca

Lo scopo della nostra ricerca storiografica è quello di raccontare l’origine della nostra città, Torvaianica, e di descrivere il paesaggio naturalistico che la caratterizza. Per fare questo, ci siamo recati sul territorio (litorale) e abbiamo chiesto aiuto ad una guida: il dottor Casafina. L’architetto Cristiano Casafina, con un percorso decennale alle spalle come volontario nell’associazione ambientalista Fare verde onlus, in seguito a un percorso iniziato con M.G Villani del WWF Litorale Romano, ha messo in atto progetti e soluzioni che affrontano il problema del degrado delle dune di Torvajanica, impegnandosi strenuamente nella realizzazione del progetto ” Habemus dune ” , finalizzato alla salvaguardia della biodiversità delle specie dunali per ridurre al massimo l’inquinamento genetico.

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Laboratorio didattico

La ricostruzione della storia di Solidea, che a cinque anni arriva nella nostra città- Torvaianica- ci ha permesso di analizzare il paesaggio marittimo di adesso e quello di 100 anni fa. Nel 1934 Torvaianica appariva come una città desolata. Non c’erano macchine, solo biciclette e carretti; vi erano vasti prati su cui pascolavano pecore, agnelli e vacche.

Siamo passati, poi, all’analisi del nostro paesaggio, che oggi appare molto diverso: sono state costruite abitazioni di ogni tipo e ogni anno le spiagge si riempiono di numerosi turisti.               Quello che però abbiamo potuto osservare grazie all’aiuto della nostra guida, il dottor Cristiano, è stata la riproduzione fedele dell’ecosistema delle dune, realizzata in uno spazio protetto proprio lungo il litorale. Grazie ad esso è stato possibile svolgere una serie di attività laboratoriali, quali la piantumazione di una pianta e un gioco didattico propriamente pensato a questo scopo.

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Lavoro conclusivo svolto in classe

Infine, tornati a scuola, abbiamo riordinato gli appunti presi e integrato le informazioni acquisite con quelle di altri testi relativi all'argomento                                                                                 

Di seguito riportiamo la sintesi di quanto abbiamo appreso durante l’incontro suddetto.

Le dune

Le dune sono colline di sabbia. Nel nostro litorale sono di altezza moderata, ma in zone ventose possono superare anche i 50 metri. Lungo la battigia, a causa del vento e del riflusso del mare, la sabbia accumulata forma piccoli rilievi Se la sabbia che si accumula è maggiore di quella che viene asportata, si formano le dune; in caso contrario si ha l’erosione della costa. Sulle dune il vento deposita numerosi semi, alcuni dei quali sono in grado di germogliare. Le radici di queste piante svolgono un ruolo fondamentale: trattengono la sabbia favorendone l’accumulo. È anche grazie ad esse che esistono le dune nel nostro territorio. Una delle caratteristiche più evidenti della duna è la sua “zonazione”. SI osservano, infatti, quattro principali fasce, caratterizzate da specie di piante proprie.

Tra le piante tipiche di ciascuna fascia ricordiamo:

·        L’Ammofila Arenaria (Ammophila Arenaria), che con le sue radici fitte, ramificate e profonde, trattiene la sabbia impedendone l’erosione;    

·        Il Ravastrello o Nasturzio Marino (Cakile Maritima), che con le sue foglie carnose è tra le prime fioriture primaverili;

·        L’Erba Cali (Salsola kali);

·        La Gramigna delle spiagge (Elymus farctus= Agropyron junceum), dalle foglie verdi grigiastre simili a quelle del grano;

·        La Camomilla Marina (Anthemis maritima).

Altre piante presenti sulle dune, provenienti da altri paesi , sono state introdotte dall’uomo.

Tra queste ricordiamo:

·        Il Fico degli Ottentotti (Carpobrotus acinaciformis), originaria del Capo di Buona Speranza. Si è adattata sulle nostre spiagge tanto da diventare infestante.

·        L’Agave (Agave Americana) originaria dell’America tropicale;

·        Il Papavero di Mare ( Glacium flavum); e molte altre. 

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Bibliografia

  • Claudia Montano, La Civiltà Marinara di Torvajanica da Minturno alla Terra Nuova, studi storici e demoetnoantropologici, Palombi Editori

  • Le Dune del Litorale Romano. Associazione Naturalistica “Plinio”, Assessorato alle Politiche Ambientali e Agricole Comune di Roma, Dipartimento X, Centro Sociale Polivalenza Casal Palocco, Riserva Naturale Statale del Litorale Romano


Storytelling

La nascita del borgo marinaro di Torvaianica

Gli alunni delle classi quarte della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo Enea hanno continuano il percorso di ricerca iniziato l'anno scorso alla scoperta della storia del nostro territorio.

L'incontro con appassionati studiosi, la dott.ssa Claudia Montano e l'architetto Cristiano Casafina hanno arricchito il nostro lavoro apportando quel rigore scientifico che guida il loro lavoro di studiosi.

Cristiano ci ha accompagnati nella scoperta della nostra spiaggia, con le sue dune e la sua vegetazione autoctona che è stato scenario della vita quotidiana dei coloni che hanno dato vita alla prima comunità di Torvajanica.

Eleuterio Conte, Maria e Solidea Di Nitto avevano affidato le loro memorie a Claudia che le ha fissate nelle sue pubblicazioni, preziose fonti per la nostra ricerca storiografica.

Le piccole storie di uomini e donne, che con coraggio hanno costruito una vita migliore per sé e per i loro discendenti, si intrecciano con la grande Storia: la bonifica del Litorale Romano, la costruzione delle prime ferrovie, le due Grandi Guerre, il Boom economico; e ogni racconto, che ci ha consegnato ricordi costruiti grazie ad esperienze soggettive, è solo una piccola parte del grande racconto della Storia.

Autori

Classi 4B 4C 4D IC Enea

  • Prof.ssa Adele Urso (coordinamento)
  • Fiorina Antonini
  • Loredana Ardia
  • Giacomo Fusco
  • Angela Izzo
  • Arianna Nazzaro
  • Caterina Riccio
  • Claudia Saietti
  • Nicolina Scirocco
  • Adelia Urzo