I 100 anni di Nonno Pio, il bagnino più longevo del Litorale romano

a cura di Classi 3B 3C 3D 5B IC Enea Pomezia

Un eroe compie 100 anni, la sua famiglia lo celebra con il regalo più bello: un libro in cui le sue memorie resteranno per sempre a disposizione dei giovani. Un gruppo di bambini di scuola primaria legge il libro e va alla ricerca di testimoni e testimonianze delle gesta di quell'imprenditore che ha saputo trasformare l'amore per il mare in un'attività che ha contribuito alla crescita economica di Torvaianica. Nonno Pio, così affettuosamente lo hanno chiamato i bambini, diventa il protagonista di un fumetto che ci restituisce imprese eclatanti in uno spaccato storico dell'Italia del Novecento.

Indice Pio Schiano Moriello | Iole Carlini in Schiano Moriello | Introduzione | Nonno Pio centenario | Il libro “Correnti Costiere”. Pio Schiano Moriello. Storia di un Marinaio di Salvataggio. | Presentazione del libro "Correnti costiere. Pio Schiano Moriello. Storia di un marinaio di salvataggio | Il libro "Correnti costiere. Pio Schiano Moriello. Storia di un marinaio di salvataggio. | Tra le due Guerre | Gli anni della formazione | nascita4 | Il salvataggio della Marchesa Carina Massone Negrone | Salvataggio | Marchesa | La chiamata alle armi e la guerra | sommergibile 1 | sommergibile 2 | Pio Schiano imprenditore, nasce il complesso balneare di Torvajanica | Pio, Iole e il piccolo Ettore | Iole nella sua cucina | Testimonianze: intervista alle nipoti di Nonno Pio, Romina e Alessia Schiano, a cura degli alunni della classe 5B | Testimonianze: intervista a Claudia Montano, autrice del libro su Nonno Pio a cura degli alunni delle classi 3C e 3D | Claudia Montano | Lo sviluppo della città di Torvajanica (a cura degli alunni della classe 3B) | Piazza Centrale, Torvajanica | Litorale di Torvajanica | Torvajanica, Ristorante "Da Biagio" | A. Schwarzenegger, Torvajanica | Costruzioni abusive sul litorale, Torvajanica | La Torre del Vajanico | Torre del Vajanico | borghetto dei pescatori Ostia | Torvajanica | Le avventure di Nonno Pio | Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio nasce sulla spiaggia | Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio impara a diventare Marinaio di Salvataggio | Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio salva una aviatrice | Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio marinaio in un sommergibile | Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio sposa Iole e insieme costruiscono la loro vita | Storytelling: I 100 anni di Nonno Pio, il primo bagnino del Litorale romano
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Protagonisti
foto di Pio Schiano Moriello
Protagonisti

Pio Schiano Moriello

Pio Schiano Moriello era il bagnino centenario di Torvajanica. Gli piaceva fare il bagnino e amava molto andare al mare, quello era l’unico posto che lo rendeva felice.

Nel 2019 ha festeggiato i suoi 100 anni in spiaggia e proprio sulla spiaggia era nato, in una capanna di pescatori, suo padre lo ha lavato con l’acqua di mare e da allora Pio non si è più staccato dal suo amato mare.

A Torvajanica lo conoscevano tutti, era dolcissimo con noi bambini, volevamo molto bene a quel nonnino vestito sempre con l’uniforme rossa da bagnino, aveva un sorriso bellissimo, i capelli bianchi come le nuvole e la carnagione scura come il cioccolato. 

Protagonisti
foto di Iole  Carlini in Schiano Moriello
Protagonisti

Iole Carlini in Schiano Moriello

Iole Carlini è l'amata moglie di Pio Schiano. Pio e Iole si conoscono da giovanissimi sulla spiaggia del Lido di Ostia. Iole trascorreva le vacanze con i suoi genitori allo stabilimento balneare "Roma" dove Pio aiutava il padre e imparava il mestiere di Marinaio di Salvataggio. Iole sposa Pio subito dopo la fine della guerra.

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Introduzione

Il 19 novembre 2019 Nonno Pio Schiano Moriello ha compiuto 100 anni. Un evento che ha coinvolto non solo Pio e i suoi cari, ma l'intera comunità marinara. Il centenario Nonno Pio è stato per Torvajanica un esempio da seguire, un grande imprenditore che ha saputo trarre da un ambiente selvaggio e bellissimo l'ispirazione per la costruzione di una grande impresa di servizi turistici.

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Ritratto di Nonno Pio centenario visto dai bambini

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Il libro “Correnti Costiere”. Pio Schiano Moriello. Storia di un Marinaio di Salvataggio.

In vista del compimento del centesimo anno di età i suoi familiari hanno voluto celebrare l'evento invitando una nota studiosa di storia locale, la Dott.ssa Claudia Montano, a raccogliere le sue memorie per realizzare un libro. La Dott.ssa Montano, appassionata ricercatrice, ha colto al volo l'invito e si è attivata per conoscere approfonditamente direttamente dalla voce di Pio e attraverso una ricerca scientifica sulle fonti di archivio, la storia di questo uomo che ha attraversato un secolo importantissimo per l'Italia e per il nostro territorio. Il libro che Claudia Montano ha scritto con Nonno Pio “Correnti Costiere. Pio Schiano Moriello. Storia di un Marinaio di Salvataggio." è stata la principale fonte per il nostro lavoro di ricerca. 

https://www.ilfaroonline.it/2019/11/20/torvaianica-pio-schiano-moriello-compie-100-anni-e-il-marinaio-meno-giovane-ditalia/304879/
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Presentazione del libro "Correnti costiere. Pio Schiano Moriello. Storia di un marinaio di salvataggio." di Claudia Montano. Il libro è stato presentato nel giorno del compleanno di Nonno Pio, il 19 novembre 2019.

Il libro "Correnti costiere. Pio Schiano Moriello. Storia di un marinaio di salvataggio.

Claudia Montano

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Tra le due Guerre

Pio Schiano Moriello nasce nel 1919, periodo dell'ascesa della dittatura fascista, portatrice di gravi conseguenze per la libertà degli Uomini, e di un grande rinnovamento economico che si riflette nelle architetture e nel costume degli Italiani. Il litorale romano, Ostia in particolare, viene bonificato e trasformato in Lido dei Romani.

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Gli anni della formazione

Il piccolo Pio nella sua infanzia vive questa trasformazione e la attraversa con la semplicità di un bambino del popolo. Figlio di un pescatore colono, nasce in una capanna sulla spiaggia e cresce presso il Borghetto dei pescatori di Ostia.

La sua vita è semplice, fin da quando aveva sei anni segue il padre Giuseppe nelle attività marinare. Impara i segreti di un mestiere duro, ma ricco di soddisfazioni: il pescatore.

Pio segue  il padre nelle sue battute di pesca e spesso viene a Torvajanica a pescare telline. Durante l'estate il padre lavora presso i Lidi di Ostia, il Lido Roma in particolare, dove Pio apprende i rudimenti di quel mestiere, comincia con lo scavare le buche per le sabbiature per i ricchi cittadini in cerca di sollievo ai loro malanni. Preparare la buca per le sabbiature richiede perizia ed esperienza, bisogna conoscere i segreti della perfetta esposizione per la migliore insolazione che permette il giusto riscaldamento della buca perché questa acquisisca proprietà terapeutiche. Il giovanissimo Pio acquisisce perizia in quell'arte e si dedica contemporaneamente alla sua formazione sportiva: il nuoto, la vela, la voga non hanno segreti per lui e sono tante le gare in cui Pio riceve riconoscimenti.

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La nascita di Nonno Pio vista dai bambini.

Dal fumetto "Le avventure di Nonno Pio".

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Il salvataggio della Marchesa Carina Massone Negrone

Il desiderio di rinnovamento e di "grandezza" che caratterizzava quegli anni coinvolgeva tutti i campi dell'arte, della letteratura, della politica, dell'architettura e delle imprese sportive. L'evoluzione tecnologica era al servizio di grandi imprese, spesso ardite ed eroiche. La Marchesa Carina Massone Negrone è degna rappresentante di questo desiderio di grandezza, è stata una delle prime donne ad ottenere il brevetto da pilota ed è considerata una delle prime eroine dei cieli.

Nel 1932, alla fine di settembre Pio, ancora quattordicenne, è seduto sulla spiaggia come sua abitudine, quando sente un rumore di eliche e vede un velivolo tentare un ammarraggio di fortuna. Il suo animo coraggioso e generoso lo porta a spingere il pattino in mare, nonostante le onde alte e la distanza del velivolo dalla riva. Pio raggiunge il pilota e inizia con perizia le manovre di recupero lanciando la ciambella e facendolo salire a bordo del pattino, convinto di lasciarlo a riva per poi tornare a recuperare il velivolo, ma lui si rifiuta caparbiamente di abbandonare l'idrovolante. Pio gli affida il pattino e aggancia l'aereo utilizzando tutta la sua perizia per assicurarlo con la fune e per salvaguardare l'incolumità del pattino. Il pilota toglie finalmente il casco e Pio incontra l'audacia e la modernità della Marchesa, degna figlia di quello scorcio di Storia.

Al giovane aspirante Marinaio di salvataggio vengono tributati gli onori di una premiazione nel cuore della Roma fascista, a palazzo Venezia; riceve un'onorificenza al valore civile dal più alto rappresentante di quella ideologia, Mussolini. Dalla Marchesa riceve un premio in denaro e dalla Capitaneria di porto di Ostia il premio più ambito: un' autorizzazione provvisoria ad esercitare la professione di Marinaio di salvataggio.

Il giovane Pio, con il suo coraggio e la propensione innata per il mare e le attività che da esso dipendono, da quel giorno è ufficialmente autorizzato a dedicarsi a ciò che più ama e per cui si è preparato fino ad allora: salvare vite in mare.

Erano tempi in cui gli atti eroici venivano premiati, il coraggio e la voglia di imprese ardue erano considerati un grande pregio. Pio comincia a lavorare presso "La Pineta", una struttura frequentata da persone appartenenti alle ambasciate di Roma e al Governo di Mussolini. Il novello Marinaio di salvataggio sperimenta il timore di lavorare al cospetto di personalità così altolocate che è necessario compiacere ed assecondare in ogni desiderio. Purtroppo in quella occasione paga con il licenziamento l'essersi trovato in mezzo ad un alterco tra due pezzi grossi del Fascio.

Da allora il suo carattere si forgia. Pio, con questa preziosa esperienza nel suo bagaglio, viene assunto presso un'altra struttura e qui gli viene affidato il delicato incarico di impartire lezioni di vela al Ministro della Cultura Popolare.

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Nonno Pio salva la Marchesa Carina Massone Negrone coinvolta in un ammarraggio di fortuna con il velivolo che pilotava. Dal fumetto "Le avventure di Nonno Pio"

Ritratto della Marchesa Carina Massone Negrone

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La chiamata alle armi e la guerra

La magnificenza manifestata dal regime fascista, la ricerca della "grandezza", l'affabulazione delle masse, gli eroi a tutti i costi che affascinavano e suscitavano consenso lasciano spazio alle brutture della guerra che rivela il volto cruento del regime e che costringe i piccoli grandi eroi del popolo italiano a servire la patria in nome di principi, alla luce del verdetto della Storia, chiaramente non condivisibili. Pio è costretto, nel suo servizio come sommergibilista, a mettere la sua perizia nelle attività marinare al servizio della Macchina della Morte, la guerra. Quella guerra così esaltata dall'ideologia fascista e così nociva per i cittadini.

Pio è arruolato nella Regia Marina nel marzo del 1939, durante il duro addestramento Pio si distingue per le sue capacità nelle prove delle specialità: nuoto, tuffo, rianimazione, posizionamento di mine in apnea. Viene così assegnato al XV Gruppo sommergibili e inviato in una Base Navale in Grecia. Le sue abilità di nuotatore e rematore lo destinano al servizio di recupero siluri in mare. Pio però non riesce a gioire dei successi ottenuti nelle varie operazioni in mare perché sa che sono parte di quella mostruosa macchina di distruzione e di morte che è la guerra. Pio è sempre stato consapevole che ogni affondamento di convogli nemici, sa che dietro il "Nemico" c'è una persona e una famiglia che spera nel suo ritorno a casa! Pio stesso rimane vittima di un affondamento con il suo sommergibile, naufraga nell'Egeo con un compagno; per diversi giorni rimangono alla deriva in balia del mare sotto il sole cocente. Pio si affida alla Madonna del Divino amore, come faceva la sua mamma quando era bambino.

La dura esperienza della guerra come sommergibilista e la terrificante disavventura del naufragio sono ricordi indelebili per il nostro nonno Pio che però lui non rievoca con piacere. Il suo amore per la vita, il suo legame con il mare, la gioia di stare al sole e all'aria aperta riprendono immediatamente il loro posto nella quotidianità di Pio al termine di quel periodo così nero, di quello scorcio di Storia che ha segnato l'Italia e il mondo intero indelebilmente e di cui purtroppo non riusciamo a fare tesoro affinché non si ripeta mai più.

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Sommergibile seconda Guerra Mondiale. Dal fumetto "Le avventure di Nonno Pio.

Pio Schiano posa davanti al sommergibile Durbo con il cucciolo che ne porta il nome. Ogni sommergibile aveva un cane che ne portava il nome. Dal fumetto "Le avventure di Nonno Pio".

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Pio Schiano imprenditore, nasce il complesso balneare di Torvajanica

Finita la guerra, l’Italia vive una fase critica in cui regna la devastazione delle città e lo scoramento degli animi. Bisogna fare i conti con la povertà, con le ferite fisiche e psicologiche inferte dalla guerra e dalla dittatura.

Gli Italiani si rimboccano le maniche, uomini e donne ricostruiscono sulle macerie un nuova Italia, prospera e piena di speranza. Sono gli anni del Boom economico, tutto sembra possibile.

Pio ritrova la sua amata Iole, che aveva conosciuto da ragazzo sulla spiaggia del Lido Roma e che aveva ritrovato fortuitamente qualche anno dopo. Si sposano e nasce il primogenito, Ettore. Pio e Iole, sulla scia della rinascita post bellica, diventano imprenditori, aprono alcuni chioschi bar e alcuni negozi di elettrodomestici. Ma Pio non è felice, il suo elemento naturale è il mare, sogna di tornare a vivere in simbiosi con esso. Si consiglia con il suo amato padre, che è sempre stato la sua guida. Papà Giuseppe si ricorda di quella bellissima e selvaggia porzione di litorale dove portava il piccolo Pio a pescare telline e gli consiglia di costruire proprio lì tra le dune un lido tutto suo.

È il 1957, in quel periodo il Miracolo Economico Italiano tocca anche il litorale di Pomezia, città fondata negli anni ’30, Torvajanica diventa meta del turismo balneare. Cominciano a nascere le prime strutture che offrono servizi ai turisti. Pio e Iole aprono un ristorante “Il pescatore” e lo stabilimento balneare “Capri”. Tra i loro clienti più famosi c’è Ugo Tognazzi, che tra un torneo di tennis e una gara di cucina ama gustare le prelibatezze preparate da Iole con il pesce appena pescato da Pio. A lungo Nonno Pio ricorderà l’affetto di Ugo Tognazzi e non nasconde l’orgoglio di averlo tra i suoi clienti.

Lo stabilimento è ancora un punto di riferimento per i turisti che scelgono Torvajanica e sulla sua spiaggia, fino agli ultimi giorni della sua vita, era possibile trovare Nonno Pio seduto alla postazione di salvataggio che dirigeva figli e nipoti.

Il festeggiamenti per i 100 anni

Proprio sulla spiaggia dello stabilimento balneare che porta il suo nome, Nonno Pio ha voluto festeggiare ad agosto il traguardo dei 100 anni. Alla presenza di figli, nipoti, amici, giornalisti e gli abitanti del borgo marinaro di Torvajanica che tanto lo stimavano, Nonno Pio ha brindato e si è goduto l’ennesima giornata al mare dove ha trasformato un’attività lavorativa in gioia di vivere.

Il 19 novembre del 2019, nella data del suo compleanno, la famiglia si è nuovamente riunita per una festa doppia: il compleanno del “patriarca” e la presentazione del libro in cui Claudia Montano ha fissato per sempre le sue memorie, i suoi ricordi più belli e più tristi, il Pio bambino che entusiasta seguiva il padre tra le onde e il Pio disilluso che subiva la guerra tra quelle stesse onde che tanto amava, prigioniero di un sommergibile creato per seminare morte. Claudia raccoglie nel libro parole, fotografie e documenti preziosi che testimoniano un secolo di storia crudele e di speranze raccontate attraverso le parole di un Italiano che, con il suo lavoro e la sua passione per la bellezza delle nostre spiagge, ha contribuito a creare benessere e identità.

Torvajanica deve molto a Nonno Pio e a tutti quegli Uomini e Donne - coraggiosi coloni fondatori prima della comunità di pescatori, poi delle strutture dedicate ai turisti - che vogliamo imparare a conoscere per costruire quel senso di identità e appartenenza che ci distingua come Cittadini partecipi del ben-essere di tutta la comunità. 

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Pio, Iole e il piccolo Ettore. Dal fumetto "Le avventure di Nonno Pio".

Iole nella cucina del ristorante "Il pescatore". Dal fumetto "Le avventure di Nonno Pio".

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Testimonianze: intervista alle nipoti di Nonno Pio, Romina e Alessia Schiano, a cura degli alunni della classe 5B

Questa intervista nasce dall’esigenza di produrre qualcosa che restituisca un’immagine autentica di Pio Schiano, un ritratto di chi davvero lo conosceva e di chi ha avuto la fortuna di condividere con lui la quotidianità, le gioie, i dolori, i valori…

Così l’iniziativa di coinvolgere Romina ed Alessia Schiano, nipoti di Nonno Pio, ha regalato un bellissimo pomeriggio, durante il quale i ragazzi della classe VB hanno rivolto loro tante domande, dalle più frivole alle più profonde, grazie alle quali vi porteremo alla scoperta di tanti particolari, racconti, riflessioni, curiosità che vi regaleranno uno spaccato del tutto personale e profondo di questa figura così importante per il nostro territorio.

 

Che parentela c’era tra voi e Pio Schiano?

Siamo le nipoti dirette perché siamo le figlie di uno dei suoi sei figli, quindi lui è nostro nonno.

È andato a scuola? E se sì, gli piaceva?

Lui ha frequentato fino alla terza elementare e poi si è “acculturato” da solo, è stato un autodidatta e non so se sapete che ha scritto anche un libro. Gli piaceva molto andare a scuola.

A quanti anni ha imparato a nuotare Nonno Pio?

Da quando è nato! È nato nel mare, è nato ad Ostia in una capanna sul mare e lui diceva che il suo “battesimo” lo ha ricevuto quando è stato lavato nel mare.

A che età ha iniziato a fare il bagnino? 

All’età di otto anni e a quattordici già lavorava, presso lo stabilimento “Roma” di Ostia.

Conoscete quale era il suo desiderio da piccolo?

Era sicuramente costruirsi una famiglia ed avere un’attività balneare, quello che poi è riuscito a fare.

Quale emozione provava Pio durante le gare in pattino?

Lui si allenava tanto per fare queste gare ed ha fatto anche il record nel 2010, facendo Torvajanica – Ostia, andata e ritorno, con il pattino in meno di tre ore ed aveva 89 anni e poi l’ha ripetuta a 92 anni e vi garantiamo che vogare è davvero difficile. Si era anche costruito il pattino da solo, partiva con il suo zainetto dove aveva l’acqua, era tutto organizzato.

Vi raccontiamo un’altra cosa: nostro nonno non ha mai usato una crema solare, si spogliava al sole da gennaio a dicembre e beveva due litri di latte al giorno e la sua cena preferita era la zuppa di latte: nella scodella metteva il latte caldo con il caffè ed il pane raffermo, quello del giorno prima, perché non si buttava nulla.

Quante persone ha salvato?

Tantissime, migliaia! Perché prima non esistevano le scuole nuoto e la gente che andava a fare il bagno, spesso rischiava di affogare.

Che emozione provava quando salvava la gente?

Qui c’è un piccolo dettaglio: lui lo ha sempre fatto, guidato da altruismo, era il suo obiettivo salvare vite in mare. Poi purtroppo c’è stato un episodio brutto nella nostra famiglia, nel quale noi abbiamo perso nostro padre e quindi lui ha perso un figlio, in un modo in cui non poteva salvarlo, un incidente stradale e questo era il suo grande rimpianto ed ogni volta che salvava una vita in mare la dedicava a lui.

Quindi Carlo era vostro padre?

Sì, Carlo era il nostro papà.

Qual è il traguardo più importante che ha raggiunto nella sua vita?

I 100 anni! Ha compiuto i 100 anni nel 2019 e nel 2020 è morto, prima della pandemia. Ha vissuto la guerra, tante vicissitudini, ma per fortuna la pandemia se l’è risparmiata.

Cosa rappresentava il mare per lui?

La vita! Non c’era un giorno che non ci andasse.

 

 

Cosa gli piaceva fare nel tempo libero?

Puliva la spiaggia da tutti i rifiuti che mandava il mare, scriveva poesie, poi gli piaceva raccontare le sue storie di guerra e andare a pesca.

Quale era il suo cibo preferito?

Caffè e latte ed era molto goloso di dolci.

Quale era il suo gusto di gelato preferito?

Il cioccolato, lui adorava il cioccolato e la ricotta.

Come descrivereste il suo carattere?

Una persona nobile d’animo, sicuramente una persona su cui contare, un nonno a 360°, considerando che a noi ci ha fatto anche un po’ da papà. Era una persona completa, molto presente ed anche giocherellone.

Quale caratteristica di Nonno Pio amavate di più?

Il suo sorriso che arrivava sempre al momento giusto.

Quali difetti aveva Nonno Pio?

Era testardo e quando si fissava su una cosa, non riuscivi a fargliela vedere in un altro modo.

Quante strutture ci sono sul nostro litorale grazie a lui?

Lui ci ha insegnato a lavorare e grazie a lui e ai suoi insegnamenti, tra noi, nostra sorella e i nostri cugini ci sono sei strutture sul litorale.

Quando era giovane invece aveva sei negozi di elettrodomestici ad Ostia, ha venduto tutto e con il guadagno ha comprato la spiaggia a Torvajanica.

Quale è stata la prima struttura che ha aperto?

Lo stabilimento ed il ristorante “Schiano”, che non si chiamava così, ma “Il pescatore” e lo stabilimento si chiamava “Capri”.

Ha mai avuto il desiderio di lasciare il lavoro da marinaio di salvataggio?

Mai!

Quale è stato il suo momento più triste?

Eh! Quando è morto mio padre e quando ha perso la moglie, che dopo la morte di papà si è ammalata di Alzheimer.

A voi piaceva il suo mestiere?

Sì, molto e siamo orgogliose.

Cosa vi raccontava più spesso?

Di quando era bambino e del periodo della guerra, stava nel gruppo dei sommergibili.

Qual è il vostro ricordo indelebile?

Romina: per quanto riguarda me, lui mi ha accompagnata all’altare e poi ho un altro ricordo indelebile, perché mi ha accompagnata a comprare la mia prima macchina, una Peugeot 106 nel lontano 1992.

Alessia: mio nonno mi veniva a prendere sempre all’asilo ed ero davvero monella e rubavo le merende agli altri. Un giorno la maestra si lamentò con nonno dicendogli: “Ma perché non mettete la merenda ad Alessia, che prende sempre quella dei compagni?”. Mio nonno, tutto dispiaciuto, cercava di capire come mai mia mamma avesse avuto questa disattenzione e tornati a casa le disse: “Simona, ma ti sei dimenticata di mettere la merenda ad Alessia?” Allora sono intervenuta io dicendo: “Ma nonno io ce l’ho la merenda, solo che quella degli altri è più buona!”

E nonno mi disse che non sarebbe più venuto a prendermi a scuola!

Avevate un bel rapporto con lui?

Assolutamente sì! Quando eravamo piccole, un bellissimo rapporto nonno-nipoti, quando siamo cresciute più di collaborazione, gli chiedevamo consigli, era come un patriarca. Non abbiamo mai preso una decisione senza che lui comunque ci consigliasse.

Qual è stata la cosa più bella che avete fatto insieme? 

Con lui i Natali, ci teneva tanto e per lui era la festa più importante, perché avendo quest’attività ed essendo sempre aperti, il Natale era prezioso. Ci voleva tutti, dovevamo scrivere la letterina, lasciarla sotto il suo piatto e poi ci dava la mancia.

Cosa provavate quando stavate con lui?

Tanta ammirazione, lo ammiravamo per tutto quello che faceva.

Qual è la lezione più grande che vi ha dato?

L’umiltà, essere umili nella vita ed il rispetto per il lavoro.

Ce lo potreste descrivere fisicamente?

Era alto circa un metro e settanta, longilineo, occhi verdi e abbronzato tutto l’anno, capelli bianchi. Era un bell’uomo.

Ha mai vissuto il terrore mentre salvava la gente?

Sì! Perché quando fai salvataggi spesso il mare non è calmo.

C’è un salvataggio particolare?

Una volta salvò una contessa che volava con un aliante, che finì in mare e nonno la salvò. Lui aveva quindici anni e divenne famoso.

A che giochi giocava da piccolo?

Giocava a calcio e con la bicicletta e tifava per la Roma.

Romina poi ci racconta una cosa, venutale in mente dopo un intervento “speciale”.

Vi voglio raccontare una cosa. Mio nonno e mia nonna hanno avuto sei figli, il primo figlio ha una disabilità, ma loro ci hanno sempre insegnato a trattarlo con normalità e non ci hanno mai permesso di costruire barriere tra noi e nostro zio. Lui giocava a tennis con noi, a calcio, ai quattro cantoni… A sei mesi ha avuto la poliomielite ed è rimasto disabile.

Vi fa male ricordare vostro nonno?

Noi conviviamo con il suo ricordo, è stata una figura molto importante, come nostro padre che sono ormai trent’anni che è morto. Però a noi fa piacere trasmettere qualcosa del territorio.

Qual era il suo animale preferito?

Non gli piacevano gli animali, i pesci forse, ma li pescava!

Prima di fare il bagnino che lavoro sognava di fare?

Ha fatto solo il bagnino e gli è sempre piaciuto il mare.

Qual era il suo colore preferito?

Il blu.

Romina, apre di nuovo il suo cassetto della memoria e…

Mio nonno aveva tre barche: una si chiamava Michelangelo, una San marco e una San Pio e la nostra società si chiama la “Michelangelo” proprio per il nome della barca di nonno. Quando è morto mio padre le ha vendute tutte, perché ci andava a pesca con lui ed ha smesso in quel momento.

Quando eravate bambine giocavate con lui?

Sempre!

Quale era la figura più importante di Nonno Pio?

Sicuramente mia nonna, la moglie, che era un “bel carabiniere”, lei infatti ci ha lasciato la tenacia. Lei gestiva i figli, la casa, la contabilità…

Quando è morto vostro padre, vi hanno cresciute i vostri nonni o vostra mamma?

Ci ha cresciute nostra mamma, ma insieme a tutta questa grande famiglia, perché siamo quaranta persone e stiamo tutte insieme.

Lo avete visto morire?

Sì! Io (Romina) gli ultimi quaranta giorni li ho vissuti con lui e l’ho accompagnato fino alla fine, non c’era il mio papà e sentivo la responsabilità di stargli accanto.

Cosa avete imparato da lui?

Una cosa importante: “l’unione fa la forza” che è il nostro motto di famiglia.

 

Abbiamo concluso questa intervista, un po’ tutti con gli occhi lucidi.

Romina ed Alessia, le insegnanti ed anche i bambini.

Questa esperienza è stato un grande arricchimento per tutti.

Romina ed Alessia ci hanno ringraziati ed in un messaggio ci hanno scritto queste parole:

“Grazie per averci regalato ore di ammirazione da parte di questi futuri cittadini del mondo! I loro sguardi ed il loro entusiasmo nei nostri confronti, ci danno la carica per continuare ciò che è stato costruito! Anche se tutto ciò comporta tante rinunce, ma sono questi momenti che ci confermano che ne vale la pena!”

 

E noi ringraziamo loro per essere riuscite a rapire l’attenzione dei nostri ragazzi, a far conoscere loro un personaggio straordinario e per aver riempito i loro occhi di stupore, perché voi leggete quanto ci siamo detti, ma viverlo è stato un turbinio di grandi emozioni!

 

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Testimonianze: intervista a Claudia Montano, autrice del libro su Nonno Pio a cura degli alunni delle classi 3C e 3D

Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento, incontro e intervista con la direttrice del Museo, Claudia Montano, in veste di autrice dei libri “Pio Schiano Moriello. Storia di un Marinaio di Salvataggio” e “La Civiltà Marinara di Torvajanica. Studi Storici e Demoetnoantropologici.”

 

Ora sono pronta per rispondere alle vostre domande.

1) PERCHE’ HAI SCRITTO QUESTA STORIA SU NONO PIO?

- Ho scritto la storia di nonno Pio perché lui aveva letto il mio libro che parla dei pionieri di Torvajanica, ossia di quei marinai-pescatori e delle loro famiglie che per primi arrivarono su queste coste e le abitarono. Il libro gli era piaciuto così tanto da chiedere all’editore che lo aveva pubblicato di potermi conoscere.

2) DA DOVE HAI PRESO L’ISPIRAZIONE PER SCRIVERE QUESTO LIBRO?

-L’ispirazione per questo libro viene dal mio amore per le storie dei pionieri di questo territorio, mi piace tanto scoprirle e raccontarle agli altri, così che tanti le possano conoscere e non vadano dimenticate. È importante non dimenticare queste storie perché ci fanno capire anche da dove veniamo noi che siamo più giovani, cosa è successo ai nostri nonni e ai nostri genitori prima che noi nascessimo.

3) PERCHE’ LO HAI INTITOLATO COSI’?

- L’ho intitolato “Correnti Costiere. Pio Schiano Moriello storie di un marinaio di Salvataggio” perché nonno Pio ha vissuto tutta la vita a contatto con il Mare e perché era molto fiero di essere un Marinaio di Salvataggio. Nonno Pio nel corso della sua vita ha salvato centinaia di persone che rischiavano di morire in mare e che gli sono tutt’oggi grate. Ecco anche perché è soprannominato eroe.

4) COME HAI FATTO AD OTTENERE TANTE INFORMAZIONI SU NONNO PIO?

- Per raccogliere le informazioni su nonno Pio, oltre ad intervistarlo, ho dovuto fare delle ricerche. Sono andata prima abbastanza lontano, a Monte di Procida nella Regione Campania, il paese in cui è nato il papà di nonno Pio, Giuseppe, per cercare il documento su cui è scritto il momento in cui il suo papà è nato, eccolo ve lo faccio vedere, si chiama atto di nascita. Poi sono andata in un ufficio che si chiama Archivio della Marina Militare, dove ho cercato tutti i documenti che parlassero della vita lavorativa trascorsa in mare di nonno Pio; in particolare l’ estratto matricolare della marina militare e racconta il percorso di vita professionale di nonno Pio come sommergibilista e poi marinaio di salvataggio. Vi ho portato anche due raccolte di testi importantissimi per la mia ricerca. Il primo è il diario manoscritto di nonno Pio: qui è raccolta tutta la storia della sua vita come lui l’ha raccontata sulle pagine di questo diario. La prima volta che le ho lette erano in ordine sparso e dopo averle lette tutte le ho rimesse in ordine e le ho raccolte in questo grosso libro. La seconda raccolta che qui vedete è una raccolta di poesie. Dovete sapere che nonno Pio ha amato scrivere poesie per tutta la vita e su ciascuna potete vedere la sua firma.

5) QUANDO E COME HAI CONOSCIUTO NONNO PIO?

- Ho conosciuto nonno Pio a casa sua, a Torvajanica. Ci siamo dati appuntamento un bel pomeriggio di maggio, proprio il giorno del mio compleanno. Pensate che bel regalo ho avuto quel giorno! Ricordo che la porta era aperta. Mi stava aspettando. Bussai, chiesi permesso e entrai. Rimasi stupita: le pareti di casa erano rivestite di articoli di giornali e fotografie che mostravano i suoi successi sportivi e non solo. Nonno Pio era seduto sulla sua poltrona che guardava in TV una regata velica. Si alzò in piedi e mi accolse con tanta gentilezza. Era vestito da Marinaio di Salvataggio: canotta rossa e pantaloncini bianchi. Quella era la sua divisa, il suo vestito preferito, che indossava sempre anche nei mesi invernali. Mi disse: Ti ho fatto chiamare per scrivere la mia storia e devi farlo in fretta perché sto per compiere 100 anni. Da quelle parole compresi che ero lì per aiutarlo a realizzare la sua ultima impresa, il suo ultimo desiderio!

6) CHE SENSAZIONE HAI AVUTO QUANDO HAI CONOSCIUTO NONNO PIO?

- Quando l’ho conosciuto ero molto emozionata e ho avuto come la sensazione di aver incontrato tanti anni di storia tutti insieme. Sapevo di avere di fronte un uomo che avrebbe potuto insegnarmi molte cose, un vero campione!

7) QUANTI ANNI AVEVA PIO QUANDO HAI COMINCIATO A INTERVISTARLO PER IL LIBRO? - Nonno Pio aveva 99 anni, pensate, aveva vissuto praticamente un intero secolo!

8) QUANTE VOLTE HAI INCONTRATO NONNO PIO PER SCRIVERE IL LIBRO?

- Ho incontrato Nonno Pio molte volte. La ricerca è durata un anno e tutti i venerdì pomeriggio lo incontravo nella sua casa di Torvajanica.

9) QUANTO TEMPO CI HAI MESSO PER SCRIVERE LA STORIA DI NONNO PIO?

- Per scrivere il libro ho impiegato un anno tra interviste dirette a lui, ai suoi familiari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto.

10) DOPO CHE TI HA RACCONTATO LA STORIA COSA AVETE FATTO?

- Dopo che mi ha raccontato la sua storia e che ho scritto i suoi racconti abbiamo trascorso un lungo periodo  per rivedere i testi insieme. È un lavoro molto importante da fare quando si scrive un libro come questo, per essere sicuri di non aver dimenticato nulla e di aver scritto tutto per bene.

11) QUANDO HAI FINITO IL LIBRO NONNO PIO ERA VIVO? COSA HA DETTO?

- Sì, al termine del libro nonno Pio era vivo e ha detto che questo libro era il giusto coronamento della sua vita, il sogno più grande che si realizzava. Il coronamento di qualcosa è quando alla fine di quella cosa si mette una specie di corona, ossia una cosa utile e bella che la renda ancora più importante, più completa.

12) TI SEI AFFEZIONATA A NONNO PIO DOPO CHE SEI ANDATA VIA?

- Mi sono affezionata tanto a nonno Pio, ho continuato ad andarlo a trovare anche dopo il libro e ora che non c’è più vive nel mio cuore e lo porterò sempre con me, così come sono solita fare anche con tutti gli altri Pionieri di questa Città che ho avuto l’onore di conoscere.

13) COME ERA LA CASA DI NONNO PIO?

- La casa affacciava sul mare, proprio come lui l’aveva sempre pensata anche da giovane, ed era un vero e proprio museo della sua vita, con appesi alle pareti tutti i suoi ricordi, gli articoli di giornale, le coppe, le medaglie, le fotografie delle sue imprese.

14) QUALI E QUANTI OGGETTI PREZIOSI AVEVA NONNO PIO?

- In particolare c’erano due oggetti preziosi, il suo diario manoscritto, dove aveva raccolto i suoi pensieri e le storie più emblematiche, a partire da quella di suo papà Giuseppe pioniere di Ostia, e le tante foto dei beni più preziosi della sua vita, i nipoti e i pronipoti.

15) HAI CONOSCIUTO LA FAMIGLIA DI NONNO PIO?

- Sì, ho conosciuto la numerosa famiglia di nonno pio, composta di 6 figli, di 12 nipoti e 12 pronipoti.

16) CHE SENSAZIONI HAI PROVATO QUANDO HANNO PUBBLICATO IL TUO LIBRO?

- Emozione e felicità per aver trasformato le imprese di un uomo, così significative per la storia di questi luoghi, in un libro, ossia in qualcosa che resta, e che altri dopo di me potranno ancora conoscere e leggere.

17) SAPPIAMO CHE HAI SCRITTO TANTI LIBRI, DI COSA PARLANO?

- I miei libri parlano delle gloriose genti che con il loro lavoro in mare e nei campi hanno dato vita alla Città di Pomezia in cui oggi viviamo. Ho poi scritto anche un altro libro in cui racconto le ricerche che sono state fatte per scoprire di quale colore fosse in origine l’intonaco delle mura degli edifici del centro storico di Pomezia. È stata una ricerca fatta leggendo documenti conservati in importanti archivi e poi osservando con il microscopio gli strati di intonaco delle mura degli edifici storici per scoprire quale fosse il più antico.

18) SCRIVENDO LIBRI LA TUA VITA E’ CAMBIATA?

-Sì, scrivendo libri la mia vita è molto cambiata, nel senso che io stessa sono cambiata, nel carattere e nella sensibilità, perché la storia di queste persone mi ha arricchito moltissimo.

19) SECONDO TE QUAL E’ IL LIBRO PIU BELLO CHE HAI SCRITTO?

- Non credo di poter scegliere quale sia il più bello, tutti fanno parte di me e delle mie passioni, e in tutti ho lavorato tanto perché fossero fatti al meglio delle mie capacità. Però, i libri che mi hanno dato più gioia sono quelli di nonno Pio e della Civiltà Marinara di Torvajanica, perché grazie a loro ho potuto conoscere persone straordinarie.

20) HAI MAI FATTO UN AUTOGRAFO NELLA TUA VITA? - Sì, ho fatto tanti autografi nella mia vita ma l’emozione più grande è stata quando io e nonno Pio abbiamo autografato insieme le copie del suo libro, durante la presentazione che abbiamo fatto insieme a Torvajanica. Pensate, era il giorno del suo 100° compleanno - il 19 novembre 2019 - Ricordo che è stata una giornata bellissima e meraviglioso è stato vedere la gioia di nonno Pio e il sorriso che aveva quando ha spento le candeline. Anche quando alla fine nonno Pio ci ha lasciati se ne è andato con il sorriso sulle labbra e nei giorni in cui era ormai a letto mi voleva accanto per leggergli ogni giorno le pagine del nostro libro, e questo lo rendeva felice. Nonno Pio, e anche gli altri pionieri che ho avuto la fortuna di conoscere in realtà è come se non se ne fossero mai andati per davvero, vivono sempre nel mio ricordo, attraverso questi libri vivono anche nel cuore di tanti lettori e grazie a questo Museo che parla anche di loro continuano a essere sempre presenti, come oggi, che stiamo raccontando di loro e della loro vita. 

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Protagonisti
foto di Claudia Montano
Protagonisti

Claudia Montano

Scrittrice Claudia Montano

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Lo sviluppo della città di Torvajanica (a cura degli alunni della classe 3B)

 

Agli inizi del Novecento Torvajanica si presentava come un grande territorio di pascolo vicino alla costa: un luogo ampio e paludoso dove si ergeva la Torre del Vajanico, da cui poi prese il nome la città.                                                                                                                                           

In questa prima fase erano presenti solo poche baracche di pescatori lungo la costa, attirati dagli stormi di Martin Pescatore. Poi, piano piano, iniziarono ad arrivare altri pescatori da Minturno e successivamente da Roma e dai Castelli Romani.  I primi abitanti della città furono le famiglie Camerota, Masone, Sorrentino e Paparella, che costruirono il primo villaggio di pescatori (tra i ristoranti Biagio e Schiano).                                                                                                                    

I ragazzi andavano a scuola a Campo Selva, dove vi era una pluriclasse elementare, mentre i pescatori vendevano il pesce ad Ardea, a Pratica di Mare e, dopo la guerra, ai mercati generali di Roma.

Negli anni Trenta Torvajanica era un luogo turistico che le famiglie sceglievano per andare al mare e riposarsi. Dopo la guerra, soprattutto negli anni Sessanta, la città era diventata una vera e propria meta turistica con l’arrivo di diverse celebrità e della borghesia romana.

Purtroppo però quegli anni non durarono molto a causa di una cattiva gestione del litorale: vennero costruiti edifici alti e ingombranti a ridosso della spiaggia, danneggiando il paesaggio naturale.

Negli ultimi anni si sta cercando di rivalorizzare il territorio partendo dalle sue bellezze: il lungo litorale, le recenti scoperte archeologiche e il Museo Civico possono ancora rendere affascinante la nostra città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Piazza Centrale, Torvajanica - Fonte personale, N.Scirocco                                          

Litorale di Torvajanica - Fonte personale, N. Scirocco

Torvajanica, Ristorante "Da Biagio" - Fonte personale, N. Scirocco

A. Schwarzenegger, Torvajanica - Fonte personale, N.Scirocco

Costruzioni abusive sul litorale, Torvajanica - Fonte personale, N. Scirocco

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La Torre del Vajanico

Il signor Luigi, che ha ormai più di ottant’anni, ha raccontato la storia della Torre del Vajanico, dove ha vissuto per molti anni. La torre, fatta costruire nel 1580 per difendere l'entroterra dalle incursioni dei pirati saraceni, ha dato il nome alla città.

                                                               

La struttura sorgeva dove ora c’è la via Litoranea, tra il distributore dell’Agip e la gelateria La Dolce Vita, sul Lungomare delle Sirene. All’esterno della Torre vi era un basamento con i suoi scalini e in cima la torretta di guardia della Marina. Intorno c’era la campagna; davanti vi erano colline ricoperte di Macchia Mediterranea e il Tirreno; sul fianco si ergeva una piccola chiesa. La chiesa era spoglia e aveva all’interno le statue di due angeli.

All’interno della Torre, Luigi ricorda il telefono appeso alla parete, il primo e forse l’unico della zona. Poi il pozzo, dove i primi pescatori giunti da Minturno andavano a prendere l’acqua.

Il signor Luigi è cresciuto tra le pietre del Vajanico e ripensa spesso ai viaggi dei pescatori che con il calesse dovevano partire per portare le telline fino a Napoli o a Roma. A quell’epoca vi erano tantissime telline: bastava passare un rastrello lungo la riva per prenderne a manciate.

Il pesce, le telline e la cacciagione venivano condivise a tavola dai pescatori e dai cacciatori che avevano raggiunto la città e vi si erano stabiliti.

 

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Torre del Vajanico - Fonte personale, N.Scirocco

Luoghi
mappa borghetto dei pescatori Ostia
Luoghi

borghetto dei pescatori Ostia

Pio Schiano Moriello cresce nel Borghetto dei pescatori di Ostia.

Luoghi
mappa Torvajanica
Luoghi

Torvajanica

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Le avventure di Nonno Pio

La storia di Pio Schiano ci ha affascinati a tal punto da farcelo ribattezzare "Nonno Pio", questo eroe, nostro vicino di casa è diventato il protagonista di un fumetto in cinque puntate che abbiamo intitolato Le avventure di Nonno Pio.

Abbiamo disegnato le scene partendo dall'analisi delle foto storiche, abbiamo creato dialoghi e didascalie, abbiamo aggiunto le animazioni e un sottofondo musicale. Ogni puntata del fumetto rappresenta una vicenda particolarmente significativa che ci ha colpiti.

Buona visione!

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Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio nasce sulla spiaggia

Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio impara a diventare Marinaio di Salvataggio

Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio marinaio in un sommergibile

Le avventure di Nonno Pio: Nonno Pio sposa Iole e insieme costruiscono la loro vita

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Bibliografia

  • Claudia Montano, Correnti Costiere, Pio Schiano Moriello, Storia di un Marinaio di Salvataggio, Palombi Editori

  • Claudia Montano, La Civiltà Marinara di Torvajanica da Minturno alla Terra Nuova, studi storici e demoetnoantropologici, Palombi Editori

  • Claudia Montano, Roberta di Gesù -Viaggio nella memoria. Sulla rotta dei pescatori da Minturno a Torvajanica. Album fotografico. Palombi Editori.

  • Zammuto A. S. (a cura di), Pomezia dalle origini ai giorni nostri - Torvajanica, crescita e sviluppo di una città, IL METABO, Velletri (RM), 2009

    Il Pontino, La Torre del Vajanico, 1 Ottobre 2007



Storytelling

I 100 anni di Nonno Pio, il primo bagnino del Litorale romano

Pio Schiano Moriello è il protagonista della nostra ricerca. Nasce nel 1919, compie 100 anni nel 2019. Personaggio fondamentale per lo sviluppo economico del nostro litorale, fonda una grande azienda che offre servizi ai turisti creando occupazione e contribuendo, insieme a molti altri "pionieri", alla crescita di Torvajanica.

Gli alunni della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo Enea di Pomezia hanno indagato la storia di questo personaggio a partire dalle testimonianze di chi lo ha conosciuto, attraverso il racconto della scrittrice che ha curato il libro con le sue memorie e attraverso l'analisi di documenti storici e dei filmati che narrano i festeggiamenti per i suoi 100 anni. La figura di personaggio storico di Pio Schiano Moriello, affettuosamente ribattezzato Nonno Pio, è raccontata in un fumetto: "Le avventure di Nonno Pio".

La storia privata di Pio Schiano si intreccia con la Grande Storia dell'Italia del Novecento e con la storia locale del borgo marinaro di Torvajanica.

Autori

Classi 3B 3C 3D 5B IC Enea Pomezia

  • Prof.ssa Adele Urso (coordinamento)
  • Giovanna Cardi
  • Emanuela Grandi
  • Angela Izzo
  • Serena Magliocchetti
  • Martina Monnanni
  • Claudia Saietti
  • Nicolina Scirocco
  • Adelia Urzo
  • Loredana Ardia
  • Lorenza Casinelli